Un prato verde in fondo al mare: Posidonia


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Ecco qui un piccolo articolo scritto per Viterbo per i bambini da Andrea Bonifazi della pagina FB Scienze Naturali 🦇🌼🦆🐢🦎🌿🌾🌳
Ci aiuterà a scoprire insieme tante curiosità e notizie sul mondo animale e vegetale vicino vicino a noi. 

Un prato verde in fondo al mare: Posidonia
Immaginate di passeggiare in un prato, tra grilli che saltano tra i fili d'erba, api che si adagiano delicatamente sui fiori per nutrirsi del loro nettare, lucertole che scappano alla nostra vista. Un rilassante, ma vivissimo paesaggio bucolico noto a tutti.
Ora fate un ulteriore sforzo di immaginazione: prendete questo prato e trasportatelo in fondo al mare, sostitute la terra con la sabbia, i grilli e le api con gamberi e ricci di mare, le lucertole con i pesci. Sembra strano da immaginare, eppure è un paesaggio comune lungo le coste italiane, basta che facciate una passeggiata in spiaggia a Tarquinia o a Montalto di Castro: questo rigoglioso prato sommerso altro non è che una prateria di Posidonia oceanica!

Conosciuta da tutti soprattutto per le lunghe e sottili foglie marroni che spesso troviamo sulla battigia, Posidonia non è un'alga, ma una pianta esattamente come quelle terrestri: ha radici, perde le foglie, fa fiori e frutti... solo che il suo intero ciclo vitale avviene in fondo al mare. Una pianta peraltro endemica del Mar Mediterraneo, il che significa che cresce solo nelle nostre acque e non è possibile trovarla in altri mari!
Le fitte prateria di Posidonia costituiscono un habitat marino complesso e importantissimo, per questo motivo bisognoso di protezione: un po' come in campagna un cespuglio funge da riparo per uccelli e rettili, in mare tantissimi animali, dai pesci ai granchi, passando per molluschi e stelle marine, sfruttano questo ambiente per riprodursi in tranquillità, tanto che qui i loro neonati possono iniziare a muovere i primi passi... ehm, le prime nuotate. Ma non solo, Posidonia è importante anche per animali predatori, quali polpi e murene, che in assoluto silenzio attendono di avventarsi sulle loro ignare prede.
Come per gli alberi che in autunno si spogliano, anche Posidonia perde le foglie che, inevitabilmente, vengono deposte sulla spiaggia. Sebbene da molti siano viste come "fastidiosa e maleodorante spazzatura", le foglie spiaggiate di Posidonia formano un habitat chiamato "banquette", importantissimo sia perché riduce l'erosione costiera, sia perché sostiene una ricca fauna ad esso associata.
E le "palline pelose" che spesso osserviamo in spiaggia? Si chiamano egagropile (parole derivante dal greco che letteralmente significa "peli ammassati di capra") e anche loro sono strettamente legate a questa importantissima pianta marina: infatti Posidonia, crescendo e perdendo le foglie, tende ad accumulare i suoi residui fibrosi. Questi, fragili e secchi, vengono "grattati" dalle correnti marine, strappati dal fusto e sfibrati. I sottili filamenti vegetali, presi in carico dalle correnti e dall’eventuale risacca, vengono letteralmente appallottolati in un processo continuo: più c’è risacca, più aumentano di dimensioni, andando a formare dei piccoli e naturalissimi "gomitoli vegetali".
Una pianta "travestita da alga" che svolge un ruolo importantissimo lungo le nostre coste, conoscerla e tutelarla è fondamentale per noi, per il mare, per tutto il pianeta!
Andrea Bonifazi